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Break-even hotel: quante camere servono per andare in pari

Come calcolare il break-even di un hotel: formula, costi fissi e variabili, esempio numerico e quante camere al giorno servono ogni mese per andare in pari.

Aggiornato: 02/06/2026
Lettura7 minuti

Tema: Hotel. Include formule, esempi e calcolatori collegati.

Indice
  1. Risposta rapida
  2. Perché il break-even di un hotel è diverso
  3. I due tipi di costo: fissi e variabili
  4. Costi fissi (li paghi anche con l'hotel vuoto)
  5. Costi variabili (solo per camera venduta)
  6. La formula del break-even
  7. Esempio numerico completo
  8. L'ADR cambia tutto: la stessa struttura, break-even diversi
  9. Break-even stagionale: il mese medio inganna
  10. Strategie per abbassare il break-even
  11. Errori comuni
  12. Risorse correlate

Risposta rapida

Il break-even di un hotel è il livello di occupazione al quale i ricavi coprono esattamente tutti i costi, senza utile né perdita. Si calcola in due passi: prima il fatturato di pareggio (costi fissi ÷ (1 − % costi variabili)), poi lo si traduce in camere/giorno dividendo per l'ADR netto e per i giorni di apertura. La particolarità dell'hotel è il peso enorme dei costi fissi: l'immobile, gli ammortamenti e il personale base esistono indipendentemente da quante camere vendi.

Perché il break-even di un hotel è diverso

Nella ristorazione il costo principale è la materia prima, che cresce con ogni coperto. In un hotel quasi tutto è fisso: il fabbricato, gli ammortamenti, i mutui, il personale di base, la reception aperta 24 ore. La camera in più che vendi ti costa pochissimo (pulizia, colazione, biancheria, utenze), quindi il margine di contribuzione per camera è altissimo, spesso sopra il 70-80% dell'ADR netto.

Questo crea una struttura a leva: sotto il break-even si perde rapidamente, sopra si guadagna altrettanto rapidamente. È il motivo per cui un hotel mezzo vuoto va in rosso pesante e lo stesso hotel pieno fa utili enormi. Conoscere il punto esatto di pareggio — in camere al giorno, non in euro astratti — è la prima cosa da fare prima di decidere tariffe, promozioni e budget.

I due tipi di costo: fissi e variabili

La distinzione è la base di tutto il calcolo. Sbagliarla significa avere un break-even falso.

Costi fissi (li paghi anche con l'hotel vuoto)

| Voce | Tipico mensile (hotel 30 camere) | |---|---| | Affitto o rata mutuo immobile | 8.000 – 15.000 € | | Personale base (reception, governante, manutenzione) | 18.000 – 28.000 € | | Ammortamenti (arredi, impianti, ristrutturazione) | 4.000 – 8.000 € | | Assicurazioni, commercialista, licenze | 1.500 – 3.000 € | | Utenze quota fissa, abbonamenti, PMS/channel manager | 2.000 – 4.000 € | | Marketing fisso e manutenzione ordinaria | 2.000 – 4.000 € |

Costi variabili (solo per camera venduta)

  • Pulizia e housekeeping a chiamata: 6-12 € a camera
  • Colazione: 3-7 € a persona
  • Biancheria e lavanderia: 3-6 € a camera
  • Utenze incrementali (acqua calda, riscaldamento camera, amenities): 2-5 €
  • Commissioni OTA: 15-25% sulla tariffa, la voce variabile più pesante
  • Commissioni carte / POS: 1-1,5%

In un hotel ben gestito i costi variabili per camera occupata pesano tra il 20% e il 35% dell'ADR netto. Tutto il resto è margine che va a coprire i costi fissi.

La formula del break-even

Il calcolo avviene in due fasi.

Fase 1 — Fatturato di pareggio:

Break-even (€) = Costi fissi mensili ÷ (1 − % costi variabili)

Fase 2 — Traduzione in camere:

Camere al giorno = Break-even (€) ÷ (ADR netto × giorni di apertura)

L'ADR netto è la tariffa media effettiva al netto di IVA e commissioni di canale. Usare l'ADR lordo è l'errore più frequente e produce un break-even troppo ottimistico. Per ricostruire ADR, occupazione e RevPAR partendo da ricavi e camere puoi usare il calcolatore RevPAR e ADR.

Esempio numerico completo

Prendiamo un hotel da 30 camere, aperto tutto il mese (30 notti vendibili → 900 camere-notte disponibili al mese).

Costi fissi mensili:

  • Mutuo immobile: 12.000 €
  • Personale base: 22.000 €
  • Ammortamenti: 6.000 €
  • Assicurazioni, commercialista, licenze: 2.000 €
  • Utenze fisse, PMS, channel manager: 3.000 €
  • Marketing e manutenzione: 3.000 €
  • Totale costi fissi: 48.000 €/mese

ADR netto: 90 € (tariffa media 110 € lordi, meno IVA e commissioni OTA medie).

Costi variabili per camera: 27 € (pulizia, colazione, biancheria, utenze, amenities) → cioè il 30% dell'ADR netto. Margine di contribuzione per camera = 90 − 27 = 63 €.

Fase 1 — Break-even in fatturato:

48.000 ÷ (1 − 0,30) = 48.000 ÷ 0,70 = 68.571 €/mese

Fase 2 — Camere necessarie:

Metodo diretto sul margine: camere/mese = costi fissi ÷ margine per camera =

48.000 ÷ 63 = 762 camere-notte al mese

Su 30 giorni: 762 ÷ 30 = circa 25 camere al giorno.

Con 30 camere disponibili, 25 vendute significano un'occupazione di break-even dell'85%? No: attenzione, qui l'ADR è basso. Rifacendo i conti, 762 camere-notte su 900 disponibili = occupazione di pareggio dell'85%. È un campanello d'allarme: con quei costi fissi e quell'ADR, l'hotel va in pari solo se è quasi pieno tutto il mese. La leva non è vendere di più, è alzare l'ADR.

L'ADR cambia tutto: la stessa struttura, break-even diversi

Mantenendo i 48.000 € di costi fissi e il 30% di costi variabili, vediamo come cambia l'occupazione di pareggio al variare dell'ADR netto:

| ADR netto | Margine per camera | Camere-notte/mese per pareggio | Occupazione di break-even | |---|---|---|---| | 70 € | 49 € | 980 | impossibile (>900) | | 90 € | 63 € | 762 | 85% | | 110 € | 77 € | 623 | 69% | | 140 € | 98 € | 490 | 54% | | 170 € | 119 € | 403 | 45% |

La lettura è netta: ogni euro di ADR in più abbassa enormemente l'occupazione necessaria. Passare da 90 a 140 € di ADR fa scendere il pareggio dall'85% al 54%. In hotellerie il prezzo conta più del riempimento: riempire a tariffe basse può non bastare nemmeno a pareggiare. Conoscere il costo reale per camera occupata è il punto di partenza, e lo calcoli con il calcolatore costo per camera occupata.

Break-even stagionale: il mese medio inganna

Pochi hotel lavorano costanti tutto l'anno. Un hotel di mare fa il 70% del fatturato in quattro mesi; uno di città cala ad agosto. Il break-even calcolato sul "mese medio" è una finzione: nei mesi di bassa stagione l'occupazione di pareggio è irraggiungibile, mentre in alta è ampiamente superata.

La regola operativa è calcolare il break-even annuale e poi spalmarlo sui mesi in base alla domanda attesa. Costi fissi annuali (48.000 × 12 = 576.000 €) più le voci una-tantum (manutenzioni straordinarie, tredicesime, rinnovi: ~40.000 €) = 616.000 €. Con margine medio del 70%, il fatturato di pareggio annuo è 616.000 ÷ 0,70 = 880.000 €. Da qui si ragiona per stagione: i mesi forti devono "finanziare" quelli deboli.

Strategie per abbassare il break-even

  1. Alzare l'ADR netto. Come visto, è la leva più potente. Dynamic pricing, segmentazione e upselling spostano il pareggio molto più del riempimento.
  2. Ridurre le commissioni OTA. Ogni prenotazione diretta vale il 15-25% in più di ADR netto. Spingere il canale diretto migliora il margine per camera senza toccare i costi fissi.
  3. Tagliare costi fissi. Con margine al 70%, 1.000 € di costi fissi in meno abbassano il break-even di 1.000 ÷ 0,70 = 1.430 € di fatturato necessario.
  4. Ricavi accessori a basso costo fisso. Bar, spa, late check-out, parcheggio: usano la stessa struttura e alzano il ricavo per camera disponibile (RevPAR) senza aumentare proporzionalmente i fissi.
  5. Controllo dei costi variabili. Negoziare colazione e lavanderia, ottimizzare l'housekeeping: ogni euro di costo variabile in meno alza il margine per camera e abbassa l'occupazione di pareggio.

Errori comuni

  • Calcolare sull'ADR lordo. Ignorare IVA e commissioni OTA gonfia il margine e fa credere di pareggiare con un'occupazione che in realtà è in perdita.
  • Dimenticare gli ammortamenti. L'immobile e gli arredi si consumano: se non li metti tra i costi fissi, il break-even è sottostimato e stai erodendo capitale senza accorgertene.
  • Usare il mese medio invece della stagionalità. Porta a budget irrealistici e a promozioni fuori tempo.
  • Confondere occupazione e profitto. Riempire a tariffe stracciate può aumentare l'occupazione ma peggiorare il conto economico: ogni camera venduta porta costi variabili.
  • Calcolare il break-even una volta sola. Costi fissi e ADR cambiano: ricalcola a ogni variazione rilevante e almeno a ogni cambio di stagione.

Risorse correlate

  • Calcolatore break-even hotel — occupazione di pareggio da costi e tariffe
  • Calcolatore costo per camera occupata — la base di ogni decisione di prezzo
  • Calcolatore RevPAR e ADR — i tre KPI insieme da ricavi e camere
Risposte rapide

Domande frequenti

Qual è la formula del break-even di un hotel?

Break-even in fatturato = costi fissi ÷ (1 − percentuale costi variabili). Per tradurlo in camere: camere/giorno = break-even mensile ÷ (ADR netto × giorni di apertura). Ti dice quante camere devi vendere ogni notte per coprire tutti i costi.

Quante camere al giorno servono per andare in pari?

Dipende da costi fissi, ADR e costi variabili per camera. Si calcola dividendo i costi fissi mensili per il margine di contribuzione di ogni camera, poi per i giorni di apertura. Un 30 camere con costi fissi medi va in pari intorno al 45-55% di occupazione.

Quali costi sono fissi e quali variabili in un hotel?

Fissi: affitto, stipendi base, mutuo, assicurazioni, ammortamenti, software. Variabili: pulizia camera, colazione, biancheria, utenze per camera occupata, commissioni OTA. I variabili crescono solo quando la camera viene venduta.

Il break-even si calcola sull'ADR lordo o netto?

Sempre sull'ADR netto: tariffa media meno IVA e meno commissioni OTA. Calcolare sul lordo sottostima il numero di camere necessarie e dà un break-even falsamente ottimistico, perché ignora il 15-25% che se ne va in commissioni di canale.

Perché un hotel ha un break-even più alto di un ristorante?

Perché l'incidenza dei costi fissi è enorme: l'immobile, gli ammortamenti e il personale di base esistono a prescindere dalle camere vendute. Il costo variabile per camera è basso, quindi quasi tutto il fatturato sopra il pareggio diventa margine, ma raggiungere quel pareggio richiede un'occupazione minima rilevante.

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