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Food Cost

Calcolo prezzo di vendita di un piatto: metodi e formule

Come calcolare il prezzo di vendita di un piatto partendo dal food cost: formula del moltiplicatore, margine target e pricing psicologico.

Aggiornato: 25/05/2026
Lettura7 minuti

Tema: Food Cost. Include formule, esempi e calcolatori collegati.

Indice
  1. Due metodi, un obiettivo
  2. Metodo 1: il moltiplicatore
  3. Esempio pratico: risotto ai funghi porcini
  4. Metodo 2: il margine target
  5. Esempio pratico: tagliata di manzo
  6. Quale metodo scegliere
  7. Pricing psicologico: i numeri che vendono
  8. La regola del 9
  9. Numeri tondi vs decimali
  10. Eliminare il simbolo dell'euro
  11. Bilanciare il menu: piatti ad alto e basso food cost
  12. Piatti a basso food cost (sotto il 25%)
  13. Piatti ad alto food cost (sopra il 32%)
  14. Il food cost ponderato
  15. Errori comuni nel pricing
  16. Copiare i prezzi della concorrenza
  17. Non aggiornare i prezzi
  18. Ignorare l'IVA nel calcolo
  19. Prezzo uguale per tutti i piatti
  20. Risorse correlate
Da tenere a mente

Il prezzo di vendita di un piatto si calcola partendo dal costo ingredienti e applicando un moltiplicatore (tipicamente 3x-4x) oppure un food cost target. Il pricing psicologico e il bilanciamento del menu completano la strategia.

Due metodi, un obiettivo

Esistono due approcci principali per calcolare il prezzo di vendita di un piatto: il metodo del moltiplicatore e il metodo del margine target. Entrambi partono dal costo ingredienti e arrivano a un prezzo che copre tutti i costi e lascia margine. La differenza e nel ragionamento.

Metodo 1: il moltiplicatore

E il sistema piu diffuso nella ristorazione italiana. Si prende il costo ingredienti della porzione e si moltiplica per un fattore fisso.

Formula: Prezzo di vendita = Costo ingredienti x Moltiplicatore

I moltiplicatori di riferimento per tipo di locale:

  • Pizzeria: 3,5x - 4x
  • Trattoria: 3x - 3,5x
  • Ristorante medio: 3x - 4x
  • Fine dining: 4x - 5x
  • Bar/tavola calda: 3,5x - 4,5x

Esempio pratico: risotto ai funghi porcini

  • Riso carnaroli (80 g): 0,32 euro
  • Funghi porcini (60 g): 1,80 euro
  • Burro (15 g): 0,09 euro
  • Parmigiano (20 g): 0,36 euro
  • Cipolla, brodo, olio, sale: 0,25 euro
  • Costo ingredienti totale: 2,82 euro

Con moltiplicatore 3,5x: 2,82 x 3,5 = 9,87 euro (arrotondato a 9,90 euro) Con moltiplicatore 4x: 2,82 x 4 = 11,28 euro (arrotondato a 11,00 euro)

Il moltiplicatore 3,5x produce un food cost del 28,5%. Il 4x produce un food cost del 25%. Entrambi sono nel range corretto per un ristorante medio.

Calcolatore collegato

Calcolo margine piatto

Margine, markup, prezzo target, IVA e proiezione mensile da costo e prezzo vendita.

Prova il calcolatore

Metodo 2: il margine target

Si parte dal food cost percentuale che si vuole ottenere e si ricava il prezzo di conseguenza.

Formula: Prezzo di vendita = Costo ingredienti / Food cost target

Esempio pratico: tagliata di manzo

  • Controfiletto (200 g): 4,60 euro
  • Rucola e pomodorini (50 g): 0,35 euro
  • Olio EVO, sale, pepe: 0,20 euro
  • Scaglie di parmigiano (15 g): 0,27 euro
  • Costo ingredienti totale: 5,42 euro

Con food cost target del 30%: 5,42 / 0,30 = 18,07 euro (prezzo menu: 18,00 euro) Con food cost target del 25%: 5,42 / 0,25 = 21,68 euro (prezzo menu: 22,00 euro)

La differenza tra i due target e di 4 euro sul prezzo finale. Quale scegliere? Dipende dal posizionamento del locale e dalla concorrenza. Se le tagliata nella zona si vendono a 18-20 euro, un prezzo di 22 euro richiede una giustificazione chiara (qualita superiore, presentazione, esperienza).

Quale metodo scegliere

Il moltiplicatore e piu rapido e funziona bene quando i costi ingredienti sono omogenei. Ha un limite: un piatto con costo ingredienti di 1 euro moltiplicato per 4 da un prezzo di 4 euro che potrebbe essere troppo basso per coprire i costi fissi. Un piatto con costo 8 euro moltiplicato per 4 da 32 euro che potrebbe essere fuori mercato.

Il margine target e piu preciso perche parte dall'obiettivo economico. E il metodo consigliato quando il menu ha piatti con costi ingredienti molto diversi tra loro, dal primo di pasta a 1,50 euro al piatto di pesce a 7 euro.

La soluzione migliore e usare entrambi: calcolare il prezzo con il moltiplicatore, verificare che il food cost risultante sia nel target, e aggiustare.

Pricing psicologico: i numeri che vendono

Il prezzo finale non e solo un calcolo matematico. La percezione del cliente conta.

La regola del 9

Un piatto a 9,90 euro viene percepito come significativamente piu economico di uno a 10,00 euro, anche se la differenza e di 10 centesimi. Questo effetto funziona particolarmente bene nella fascia 8-15 euro. Sopra i 20 euro l'effetto si attenua: 24,90 euro non viene percepito molto diversamente da 25,00 euro.

Numeri tondi vs decimali

I ristoranti di fascia alta usano quasi sempre numeri tondi (18, 24, 32) perche comunicano qualita e semplicita. Le trattorie e le pizzerie usano spesso i decimali (8,50, 12,90) perche comunicano convenienza. Non esiste una regola assoluta, ma il formato dei prezzi deve essere coerente in tutto il menu.

Eliminare il simbolo dell'euro

Molti menu di livello medio-alto riportano il prezzo senza il simbolo euro (es. "Risotto ai porcini 14" invece di "Risotto ai porcini 14,00 euro"). Questo riduce la percezione di "spesa" e sposta l'attenzione sulla descrizione del piatto.

Bilanciare il menu: piatti ad alto e basso food cost

Un menu efficace non ha tutti i piatti allo stesso food cost. Serve un mix strategico.

Piatti a basso food cost (sotto il 25%)

Sono i generatori di margine: pasta con sughi semplici, zuppe, risotti, contorni, dolci della casa. Un piatto di spaghetti aglio olio e peperoncino ha un food cost di 0,60-0,80 euro su un prezzo di vendita di 9-10 euro: food cost dell'8%. Questo piatto compensa quelli piu costosi.

Piatti ad alto food cost (sopra il 32%)

Sono i piatti che attirano i clienti: tagliata, pesce fresco, piatti con tartufo, crostacei. Hanno food cost elevato ma svolgono un ruolo strategico: giustificano lo scontrino medio e posizionano il locale. Senza di essi il menu perde appeal.

Il food cost ponderato

Il numero che conta non e il food cost del singolo piatto, ma il food cost medio ponderato per le vendite. Ecco un esempio con 4 piatti:

| Piatto | Prezzo | Food cost % | Porzioni/mese | Incasso | Costo ingredienti | |---|---|---|---|---|---| | Spaghetti cacio e pepe | 10,00 | 15% | 180 | 1.800 | 270 | | Risotto ai porcini | 14,00 | 28% | 120 | 1.680 | 470 | | Tagliata di manzo | 18,00 | 30% | 90 | 1.620 | 486 | | Branzino al forno | 22,00 | 35% | 60 | 1.320 | 462 | | Totale | | | 450 | 6.420 | 1.688 |

Food cost ponderato: 1.688 / 6.420 = 26,3%

Anche se il branzino ha un food cost del 35%, il food cost medio del menu resta al 26,3% grazie ai piatti a basso costo che vendono di piu. Questo e il principio del bilanciamento: ogni piatto ha un ruolo nel mix.

Errori comuni nel pricing

Copiare i prezzi della concorrenza

I costi del locale accanto non sono i tuoi. Se il suo affitto e la meta del tuo, puo permettersi prezzi piu bassi. Parti sempre dal tuo costo ingredienti e dai tuoi costi fissi.

Non aggiornare i prezzi

I costi delle materie prime cambiano. Il prezzo della mozzarella fior di latte e salito del 15% nell'ultimo anno. Se il menu non si adegua, il food cost sale e il margine scende. Rivedi i prezzi almeno ogni 6 mesi, o a ogni cambio menu stagionale.

Ignorare l'IVA nel calcolo

Il food cost va calcolato sul prezzo netto IVA, non sul prezzo lordo. Con l'aliquota ristorazione al 10%, un piatto a 12 euro lordi ha un prezzo netto di 10,91 euro. Se il costo ingredienti e 3,50 euro, il food cost reale e 3,50 / 10,91 = 32,1%, non 3,50 / 12 = 29,2%. Tre punti di differenza che, moltiplicati per centinaia di porzioni, cambiano il risultato del mese.

Prezzo uguale per tutti i piatti

Un menu dove tutto costa 12 euro semplifica la scelta del cliente ma limita il margine. Il mix di prezzi (8-10 euro per antipasti, 10-14 per primi, 14-22 per secondi) permette di bilanciare food cost e guidare la spesa verso piatti piu redditizi.

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