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I 12 KPI del ristorante da monitorare ogni mese

I 12 KPI del ristorante da controllare ogni mese spiegati da operatore: food cost, scontrino medio, prime cost, RevPASH e margine, con formule ed esempi pratici.

Aggiornato: 02/06/2026
Lettura8 minuti

Tema: Finanza. Include formule, esempi e calcolatori collegati.

Indice
  1. Risposta rapida
  2. Perché bastano 12 numeri
  3. I 12 KPI in una tabella
  4. 1-2. Food cost e beverage cost
  5. 3-4. Costo del personale e prime cost
  6. 5-6. Scontrino medio e coperti
  7. 7. RevPASH: il KPI che quasi nessuno usa
  8. 8-9. Margine operativo e break-even
  9. 10-12. Rotazione tavoli, scarto e cash flow
  10. Come leggerli insieme: un mini-cruscotto
  11. Errori comuni
  12. Risorse correlate

Risposta rapida

Un ristorante che non misura naviga a vista. I KPI del ristorante sono i pochi numeri che, controllati ogni mese, ti dicono se stai guadagnando, dove perdi margine e cosa correggere prima che sia tardi. In questa guida trovi i 12 indicatori che contano davvero — food cost, costo del personale, prime cost, scontrino medio, margine, break-even e gli altri — con formule, esempi numerici e i valori di riferimento per capire se sei dentro o fuori soglia.

Perché bastano 12 numeri

Si possono calcolare decine di metriche, ma in sala e in cucina ne servono poche, lette con costanza. Un KPI utile ha tre caratteristiche: è calcolabile dai dati che già hai (incassi, costi, coperti), è confrontabile nel tempo ed è azionabile, cioè se peggiora sai cosa toccare.

La regola operativa è semplice: gli stessi numeri, ogni mese, sempre con la stessa formula. È il confronto mese-su-mese (e con lo stesso mese dell'anno prima) che fa emergere i problemi, non il singolo valore isolato.

I 12 KPI in una tabella

| # | KPI | Cosa misura | Formula | Riferimento | |---|---|---|---|---| | 1 | Food cost % | Costo materie prime sul fatturato cibo | costo cibo ÷ ricavi cibo | 28-35% | | 2 | Beverage cost % | Costo bevande sul fatturato bevande | costo bevande ÷ ricavi bevande | 18-28% | | 3 | Costo personale % | Incidenza del lavoro | costo personale ÷ fatturato | 28-35% | | 4 | Prime cost % | Food + personale | (food + personale) ÷ fatturato | 55-65% | | 5 | Scontrino medio | Valore medio per cliente | fatturato ÷ coperti | dipende dal format | | 6 | Coperti | Clienti serviti | conteggio | — | | 7 | RevPASH | Ricavo per posto/ora | fatturato ÷ (posti × ore) | dipende dal format | | 8 | Margine operativo % | Utile prima di tasse e oneri | utile operativo ÷ fatturato | 10-20% | | 9 | Break-even | Fatturato di pareggio | costi fissi ÷ (1 − costi variabili %) | — | | 10 | Rotazione tavoli | Quante volte si "gira" un tavolo | coperti ÷ posti | dipende dal turno | | 11 | Scarto / waste % | Cibo perso su acquistato | sprechi ÷ acquisti | < 4-5% | | 12 | Cash flow mensile | Liquidità netta del mese | entrate − uscite di cassa | > 0 |

1-2. Food cost e beverage cost

Il food cost è il primo numero da guardare. Misura quanto delle tue vendite di cibo se ne va in materie prime.

Food cost % = costo del cibo venduto ÷ ricavi del cibo × 100

Esempio: in un mese acquisti e consumi cibo per 9.000 € (calcolato con la formula dell'inventario: rimanenza iniziale + acquisti − rimanenza finale) e fatturi 28.000 € di cibo.

Food cost = 9.000 ÷ 28.000 = 32,1%

È un valore sano per un ristorante con servizio al tavolo. Il beverage cost segue la stessa logica sulle bevande e va tenuto separato: vini e cocktail hanno marginalità molto diverse dal cibo, e mischiarli nasconde i problemi. Per calcolare il food cost piatto per piatto e fissare i prezzi puoi usare il calcolatore del food cost.

3-4. Costo del personale e prime cost

Il costo del personale include stipendi lordi, contributi, TFR, straordinari e collaboratori. Si esprime in percentuale sul fatturato totale:

Costo personale % = costo totale del lavoro ÷ fatturato × 100

Da solo dice poco. Il numero che conta davvero è il prime cost, la somma di food cost (più bevande) e costo del personale: sono le due voci più grandi e, soprattutto, le due su cui hai più controllo.

Prime cost % = (costo cibo + bevande + personale) ÷ fatturato × 100

Esempio su 40.000 € di fatturato mensile:

  • Food + beverage: 12.800 € (32%)
  • Personale: 12.000 € (30%)
  • Prime cost = 24.800 ÷ 40.000 = 62%

Sotto il 65% sei in zona gestibile. Oltre il 70% è quasi impossibile chiudere in utile: prima di toccare altro, agisci qui.

5-6. Scontrino medio e coperti

Lo scontrino medio è il fatturato diviso il numero di coperti (clienti, non tavoli). È la leva più sottovalutata: alzarlo di pochi euro cambia il conto economico senza bisogno di un cliente in più.

Scontrino medio = fatturato ÷ numero di coperti

Esempio: 40.000 € ÷ 1.450 coperti = 27,6 €. Portarlo a 30 € con un calice di vino e un dolce in più significa, a parità di coperti, circa 3.480 € di fatturato extra al mese. Per misurarlo e simulare gli effetti dell'upselling usa il calcolatore dello scontrino medio.

I coperti vanno contati sempre, perché sono il denominatore di metà degli altri KPI e raccontano la stagionalità reale del locale.

7. RevPASH: il KPI che quasi nessuno usa

Il RevPASH (Revenue Per Available Seat Hour) misura il ricavo per posto a sedere per ora di apertura. È il modo più onesto di valutare quanto rendi lo spazio e il tempo, le due risorse che non puoi aumentare.

RevPASH = fatturato ÷ (numero posti × ore di servizio)

Esempio: una sera incassi 2.400 €, hai 60 posti e 4 ore di servizio → 2.400 ÷ (60 × 4) = 10 €/posto/ora. Confrontando il RevPASH tra martedì e sabato capisci se il problema è la tariffa o l'affluenza, e dove conviene concentrare il personale.

8-9. Margine operativo e break-even

Il margine operativo è quello che resta dopo tutti i costi di gestione, prima di tasse e oneri finanziari. È il KPI di sintesi della redditività:

Margine operativo % = utile operativo ÷ fatturato × 100

Un margine tra il 10% e il 20% è considerato buono nella ristorazione. Sotto il 5% c'è poco cuscinetto per gli imprevisti.

Il break-even è il fatturato minimo che copre tutti i costi:

Break-even = costi fissi ÷ (1 − % costi variabili)

Con 22.000 € di costi fissi e costi variabili al 40%: 22.000 ÷ 0,60 = 36.667 €/mese. Sopra questa soglia ogni euro genera 60 centesimi di margine; sotto, perdi.

10-12. Rotazione tavoli, scarto e cash flow

La rotazione tavoli dice quante volte un posto viene rioccupato in un servizio: coperti ÷ posti. Una rotazione bassa nei giorni forti segnala tempi di servizio lenti o tavoli "fermi".

Lo scarto (waste) misura il cibo perso per deperimento, errori o porzioni sbagliate, sul totale acquistato. Tenerlo sotto il 4-5% è una delle vie più rapide per migliorare il food cost senza alzare i prezzi.

Il cash flow mensile è la liquidità netta: entrate di cassa meno uscite. Un ristorante può essere "in utile" sulla carta e restare a secco di liquidità per via di pagamenti fornitori, tasse e stagionalità. Il cash flow è il KPI che ti dice se domani puoi pagare gli stipendi.

Come leggerli insieme: un mini-cruscotto

I KPI vanno letti in gruppo, non isolati. Esempio di lettura mensile:

| KPI | Valore | Stato | |---|---|---| | Food cost | 34% | borderline | | Personale | 31% | ok | | Prime cost | 65% | limite | | Scontrino medio | 27,6 € | da alzare | | Margine operativo | 8% | basso |

La storia che raccontano: il margine è basso perché il prime cost è al limite e lo scontrino non spinge. L'azione prioritaria non è tagliare il personale (è a posto), ma lavorare su food cost e scontrino medio insieme.

Errori comuni

  • Calcolare il food cost a occhio, senza inventario. Il costo del venduto vero è rimanenza iniziale + acquisti − rimanenza finale, non solo gli acquisti del mese.
  • Confrontare mesi vicini. La stagionalità è enorme: confronta giugno con il giugno dell'anno prima, non giugno con febbraio.
  • Guardare solo il fatturato. Un mese record di incassi può chiudere in perdita se food cost e personale sono esplosi.
  • Ignorare lo scontrino medio. È la leva più rapida sul conto economico e la più trascurata.
  • Cambiare formula ogni mese. Se calcoli i KPI in modi diversi, i confronti non valgono nulla. Fissa il metodo e tienilo.
  • Misurare e non agire. Un cruscotto che nessuno legge per decidere è tempo perso. Ogni numero fuori soglia deve generare un'azione.

Risorse correlate

  • Calcolatore dello scontrino medio — il valore medio per cliente e l'effetto dell'upselling
  • Calcolatore del food cost — food cost per piatto e prezzo di vendita corretto
Risposte rapide

Domande frequenti

Quali sono i KPI più importanti per un ristorante?

I tre da cui partire sono food cost percentuale, costo del personale percentuale e prime cost (la somma dei due). Insieme dicono dove finisce ogni euro di incasso. Subito dopo vengono scontrino medio e margine operativo, che misurano rispettivamente il valore per cliente e la redditività finale.

Ogni quanto vanno controllati i KPI del ristorante?

Food cost, costo del personale e prime cost vanno letti ogni mese alla chiusura. Scontrino medio e coperti conviene seguirli anche settimanalmente. Margine, break-even e cash flow si analizzano mensilmente e si confrontano con lo stesso mese dell'anno precedente, non con il mese vicino.

Qual è un buon food cost per un ristorante?

Per un ristorante con servizio al tavolo un food cost sano sta tra il 28% e il 35% del fatturato cibo. Sotto il 28% spesso significa prezzi alti o porzioni piccole; sopra il 35% il margine si assottiglia. Il valore corretto dipende dal format: una pizzeria e un fine dining hanno target diversi.

Cos'è il prime cost di un ristorante?

È la somma di food cost (e bevande) e costo del personale, le due voci di spesa più grandi e controllabili. Un prime cost tra il 55% e il 65% del fatturato è considerato gestibile. Sopra il 70% è molto difficile chiudere il mese in utile, qualunque cosa accada sulle altre voci.

Serve un software per monitorare i KPI?

No, si parte benissimo da un foglio di calcolo con incassi, costi e coperti per mese. Un gestionale conviene quando i volumi crescono e raccogliere i dati a mano diventa lento o impreciso. L'importante non è lo strumento, ma la costanza: gli stessi numeri, ogni mese, sempre calcolati allo stesso modo.

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