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Food cost nel delivery: perché il packaging cambia tutto

Nel delivery il food cost non basta: packaging, commissioni e IVA cambiano il margine reale. Ecco come calcolarlo davvero, piatto per piatto.

Aggiornato: 02/06/2026
Lettura6 minuti

Tema: Delivery. Include formule, esempi e calcolatori collegati.

Indice
  1. Risposta rapida
  2. Perché il food cost in delivery va ricalcolato
  3. Il packaging: la voce dimenticata
  4. La formula del costo totale in delivery
  5. Esempio numerico completo
  6. Quanto pesa davvero ogni voce
  7. Come difendere il margine nel delivery
  8. Errori comuni
  9. Risorse correlate

Risposta rapida

Nel delivery il food cost da solo non ti dice nulla. Lo stesso piatto che in sala ti lascia un buon margine, online viene eroso da packaging (3-6%) e commissione della piattaforma (28-35% più IVA). Il packaging è la voce che la maggior parte degli operatori dimentica: una box, le posate e la busta possono pesare più dell'IVA sulla commissione. Il margine reale lo vedi solo sommando food cost, packaging e commissione, piatto per piatto.

Perché il food cost in delivery va ricalcolato

Il food cost classico è il rapporto tra il costo degli ingredienti e il prezzo di vendita. In sala questo numero racconta quasi tutta la storia: ci aggiungi personale e fissi e hai il quadro. Nel delivery la stessa logica ti porta fuori strada, perché tra te e l'incasso si frappongono due costi nuovi che in sala non esistono:

  • il packaging, fisico e a perdere, che viaggia con ogni ordine;
  • la commissione della piattaforma, una percentuale sul lordo a cui si aggiunge l'IVA.

Il risultato è che un piatto con food cost del 30% — sano in sala — può ritrovarsi con un costo totale del 45-50% una volta consegnato. Se ragioni solo sul food cost, stai guardando metà del problema.

Il packaging: la voce dimenticata

Il packaging è il vero protagonista nascosto. Non è una spesa generica da spalmare a fine anno: è un costo che si attacca a ogni singolo ordine, esattamente come gli ingredienti. Ecco le voci tipiche:

  • contenitore principale (box, vaschetta, bowl con coperchio);
  • contenitori secondari per salse e contorni;
  • posate, tovaglioli, bustine di condimento;
  • busta o shopper di trasporto;
  • sigillo antimanomissione ed etichetta.

Su un poke o un'insalata, il contenitore "bello" può costare 0,40-0,70 € a porzione. Su un ordine da 9 € significa un'incidenza del 5-8% solo di imballaggio. È una voce che va misurata, non stimata a occhio.

| Tipo di piatto | Costo packaging medio | Incidenza su ordine 12 € | |---|---|---| | Pizza (cartone) | 0,25-0,40 € | ~2-3% | | Pasta / primo (vaschetta) | 0,35-0,55 € | ~3-5% | | Poke / bowl (box premium) | 0,50-0,80 € | ~4-7% | | Burger + patatine (combo) | 0,45-0,70 € | ~4-6% | | Sushi (vassoio + accessori) | 0,60-1,00 € | ~5-8% |

Il packaging non è solo costo: una box che tiene il calore o evita che il fritto arrivi molle riduce resi e recensioni negative. È un investimento, ma va contabilizzato.

La formula del costo totale in delivery

Per il delivery non basta il food cost: serve il costo totale di evasione. La formula operativa è:

Costo totale ordine = Food cost + Packaging + Commissione + IVA su commissione
Margine reale       = Prezzo lordo − Costo totale ordine

Tieni le quattro voci separate: così vedi su quale puoi intervenire. Il food cost lo ottimizzi con la ricetta, il packaging con i fornitori, la commissione negoziando o spingendo il canale diretto. Per fissare i prezzi giusti parti dal calcolatore food cost e poi verifica l'erosione con il calcolatore commissioni delivery.

Esempio numerico completo

Prendiamo un poke venduto a 14 € lordi sull'app, con commissione del 30% più IVA al 22%, food cost del 28% e packaging premium da 0,70 €.

Prezzo lordo cliente        = 14,00 €
− Commissione 30%           = −4,20 €
− IVA 22% su commissione    = −0,92 €
− Food cost (28% di 14 €)   = −3,92 €
− Packaging                 = −0,70 €
Margine residuo             = 4,26 €

Su 14 € incassati ti restano 4,26 € (circa il 30%) per coprire personale, affitto, utenze e utile. Lo stesso poke in sala, senza commissione e con packaging minimo, lascerebbe quasi 9 € di margine lordo. La differenza non è il food cost — quello è identico — ma tutto ciò che gli sta intorno.

Quanto pesa davvero ogni voce

Mettiamo in fila le incidenze percentuali dell'esempio per capire dove se ne va il margine:

| Voce | Importo | Incidenza | |---|---|---| | Commissione + IVA | 5,12 € | ~37% | | Food cost | 3,92 € | 28% | | Packaging | 0,70 € | ~5% | | Margine lordo residuo | 4,26 € | ~30% |

La commissione è la voce più pesante, ma è anche la meno comprimibile nel breve. Il packaging, pur "piccolo", è quello su cui hai controllo immediato: cambiare fornitore o formato può recuperare 1-2 punti di margine senza toccare la ricetta né il prezzo.

Come difendere il margine nel delivery

Non si tratta di abbandonare il canale, ma di renderlo sostenibile:

  1. Menu delivery dedicato: ricette che reggono il trasporto e prezzi pensati per assorbire commissione e packaging, non copiati dalla sala.
  2. Packaging ottimizzato: standardizza i formati, negozia volumi con il fornitore, elimina i contenitori "di troppo". Ogni 10 centesimi contano.
  3. Ordine minimo più alto: diluisce il costo fisso del packaging e della busta su un valore maggiore.
  4. Spingere il canale diretto: ogni ordine dal tuo sito o WhatsApp è commissione zero. Il packaging resta, ma recuperi il 30%.
  5. Selezionare i piatti: alcuni reggono il delivery con buon margine, altri no. Non tutto va messo in app.

Errori comuni

  • Calcolare solo il food cost: ignorare packaging e commissione fa sembrare sano un piatto che in realtà è in pareggio.
  • Stimare il packaging a occhio: va pesato sull'ordine reale, contenitore per contenitore.
  • Usare i prezzi della sala sull'app: senza ricarico molti piatti vanno in perdita.
  • Comprare packaging "bello" senza fare i conti: la box premium ha senso solo se il prezzo del piatto la sostiene.
  • Non distinguere i piatti: un fritto che arriva molle genera resi e recensioni negative che costano più del margine.
  • Dimenticare l'IVA sulla commissione: il 30% nominale diventa quasi il 37% reale.

Risorse correlate

  • Calcolatore food cost — il costo ingredienti del piatto, punto di partenza per il prezzo
  • Calcolatore commissioni delivery — quanto ti resta davvero su ogni ordine, IVA inclusa
Risposte rapide

Domande frequenti

Il food cost del delivery è diverso da quello della sala?

Sì. Il prodotto è lo stesso, ma nel delivery aggiungi il costo del packaging (3-6%) e la commissione della piattaforma (28-35% più IVA). Il food cost in senso stretto non cambia, ma il margine reale crolla se non li conteggi tutti insieme.

Quanto incide il packaging sul costo di un piatto delivery?

In media tra il 3% e il 6% del prezzo dell'ordine, ma su piatti economici può superare il 10%. Una box per poke, posate, buste e sigilli antimanomissione si sommano in fretta. Va calcolato come voce a sé, non incluso a occhio nel food cost.

Devo includere il packaging nel calcolo del food cost?

Tecnicamente il packaging non è food cost, ma nel delivery va sempre conteggiato nel costo totale del piatto. Il consiglio operativo è tenerlo come voce separata: così vedi quanto pesa e puoi ottimizzarlo senza confonderlo con gli ingredienti.

Qual è un food cost sostenibile nel delivery?

In sala si punta al 28-35%. Nel delivery, una volta aggiunti packaging e commissione, devi tenere il food cost più basso (idealmente 25-30%) per non lavorare in perdita. Spesso serve un menu delivery con prezzi e ricette dedicate.

Come calcolo il margine reale di un piatto in delivery?

Parti dal prezzo lordo, togli commissione e relativa IVA, poi food cost e packaging. Quello che resta copre personale, affitto e utile. Usa un calcolatore per non sbagliare su ogni configurazione di piatto e piattaforma.

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