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Break-even point: come calcolare il punto di pareggio del locale

Come calcolare il break-even point di bar e ristorante: formula, costi fissi e variabili, esempio numerico, coperti necessari ed errori da evitare.

Aggiornato: 02/06/2026
Lettura7 minuti

Tema: Finanza. Include formule, esempi e calcolatori collegati.

Indice
  1. Risposta rapida
  2. Cos'è il break-even point e perché ti riguarda
  3. La formula del break-even
  4. Costi fissi e costi variabili: la distinzione che conta
  5. Esempio numerico: un ristorante
  6. Esempio numerico: un bar
  7. Dal break-even in euro ai coperti (o agli scontrini)
  8. Break-even mensile contro break-even annuale
  9. Cinque leve per abbassare il break-even
  10. Errori comuni
  11. Risorse correlate

Risposta rapida

Il break-even point è il fatturato al quale ricavi e costi si pareggiano: sotto perdi, sopra guadagni. Si calcola dividendo i costi fissi per il margine di contribuzione percentuale (1 meno la quota dei costi variabili). È il primo numero che ogni gestore di bar o ristorante deve conoscere a memoria, perché dice quanto bisogna incassare per non chiudere il mese in rosso.

Cos'è il break-even point e perché ti riguarda

Il break-even point (BEP), o punto di pareggio, è il livello di fatturato in cui i ricavi totali eguagliano i costi totali. Non è un esercizio da business plan: è il numero operativo più importante della tua gestione.

Un locale che non conosce il proprio break-even lavora alla cieca. Il sabato la sala è piena e sembra che vada tutto bene, ma se da lunedì a giovedì fatturi sotto il punto di pareggio, il mese si chiude in perdita anche con il weekend pieno. Conoscere il BEP significa sapere, ogni giorno, se sei sopra o sotto la linea di galleggiamento.

La logica vale identica per un ristorante e per un bar: cambiano i numeri (food cost contro pour cost, scontrino medio diverso), ma la formula è la stessa.

La formula del break-even

La formula base è:

BEP = Costi fissi ÷ (1 − % costi variabili)

Il denominatore — 1 − % costi variabili — è il margine di contribuzione percentuale: la frazione di ogni euro incassato che resta disponibile a coprire i costi fissi dopo aver pagato i costi variabili di quella vendita.

Servono solo due dati:

  1. Costi fissi mensili: le spese che paghi a prescindere dal fatturato.
  2. Quota dei costi variabili: le spese che crescono in proporzione alle vendite, espresse in percentuale sul fatturato.

Per i conti veloci puoi usare il calcolatore break-even ristorante oppure, se gestisci un cocktail bar o un pub, il calcolatore break-even bar.

Costi fissi e costi variabili: la distinzione che conta

Sbagliare questa classificazione è il modo più rapido per ottenere un break-even falso. La regola è semplice: se la voce cambia quando vendi di più, è variabile; se resta uguale anche a saracinesca abbassata, è fissa.

| Tipo | Esempi ristorante | Esempi bar | |---|---|---| | Costi fissi | Affitto, stipendi base, rata finanziamento, assicurazioni, commercialista, ammortamenti, software cassa | Affitto, stipendi base, licenze, assicurazioni, ammortamento banco e impianti | | Costi variabili | Food cost (28-35%), bevande, utenze variabili, commissioni POS, packaging delivery | Pour cost (18-24%), caffè, ghiaccio, frutta, commissioni POS, materiale di consumo |

In un ristorante medio i costi variabili pesano tra il 35% e il 45% del fatturato; in un bar ben gestito spesso restano tra il 25% e il 35% perché il margine sulle bevande è più alto. È proprio questa differenza che rende il break-even di un bar tipicamente più basso a parità di costi fissi.

Esempio numerico: un ristorante

Prendiamo un ristorante con questi numeri.

Costi fissi mensili:

| Voce | Importo | |---|---| | Affitto | 4.000 € | | Personale (base) | 14.500 € | | Rata finanziamento | 1.200 € | | Commercialista e assicurazioni | 800 € | | Utenze (quota fissa) | 900 € | | Ammortamenti | 600 € | | Totale | 22.000 € |

Costi variabili: 40% del fatturato (food cost 30% + utenze variabili 3% + personale extra weekend 3% + commissioni POS 1% + varie 3%).

Calcolo:

BEP = 22.000 ÷ (1 − 0,40) = 22.000 ÷ 0,60 = 36.667 € al mese

Il ristorante deve incassare almeno 36.667 € per coprire tutto. Ogni euro oltre questa soglia genera 0,60 € di margine, perché 0,40 € se ne vanno in costi variabili.

Esempio numerico: un bar

Stessa formula, numeri diversi. Un bar con caffetteria e cocktail serali:

Costi fissi mensili:

| Voce | Importo | |---|---| | Affitto | 2.500 € | | Personale (base) | 6.500 € | | Licenze, assicurazioni, commercialista | 700 € | | Utenze (quota fissa) | 500 € | | Ammortamenti banco e macchine | 300 € | | Totale | 10.500 € |

Costi variabili: 30% del fatturato (pour cost e materie prime 26% + commissioni POS 1% + varie 3%).

BEP = 10.500 ÷ (1 − 0,30) = 10.500 ÷ 0,70 = 15.000 € al mese

Con uno scontrino medio da bar di 8 €, servono 1.875 scontrini al mese, circa 72 al giorno su 26 giorni. Il calcolatore break-even bar ti permette di rifare questi conti con i tuoi numeri reali.

Dal break-even in euro ai coperti (o agli scontrini)

Il BEP in euro è utile, ma in sala si ragiona in coperti. La conversione è immediata:

Coperti necessari = BEP ÷ Scontrino medio

Riprendendo il ristorante con scontrino medio di 30 €:

36.667 ÷ 30 = 1.222 coperti al mese, cioè 1.222 ÷ 26 = 47 coperti al giorno.

Se la sala ha 55 posti, 47 coperti su un solo turno significano l'85% di occupazione. Con doppio turno (pranzo e cena) bastano 24 coperti a pranzo e 23 a cena: molto più raggiungibile. Adesso hai un numero concreto: se oggi servi 40 coperti al giorno, sei sotto il pareggio di 7 coperti e sai esattamente quanto ti manca.

Break-even mensile contro break-even annuale

Il BEP mensile è il riferimento operativo, ma quello annuale serve per due motivi.

Stagionalità. Un locale al mare fattura il 60% dell'anno in quattro mesi. Il break-even di gennaio è diverso da quello di agosto se hai personale stagionale. Il BEP annuale assorbe queste oscillazioni.

Costi che arrivano una volta l'anno. Tredicesima e quattordicesima, manutenzioni straordinarie, alcune assicurazioni: se le ignori, il break-even mensile è ottimistico. Meglio calcolare i costi fissi su base annua e poi dividere per dodici.

Con l'esempio del ristorante: 22.000 × 12 + 8.000 € di costi annuali extra = 272.000 €. BEP annuale = 272.000 ÷ 0,60 = 453.333 €, cioè 37.778 € al mese, circa 1.100 € in più del calcolo mensile "liscio".

Cinque leve per abbassare il break-even

1. Ridurre i costi fissi. Con costi variabili al 40%, ogni 1.000 € di fissi in meno abbassa il BEP di 1.000 ÷ 0,60 = 1.667 €. Rinegozia l'affitto, rivedi le polizze, elimina abbonamenti software inutilizzati.

2. Migliorare il margine di contribuzione. Se i costi variabili scendono dal 40% al 35%, il BEP del ristorante passa da 36.667 € a 22.000 ÷ 0,65 = 33.846 €: quasi 3.000 € di fatturato necessario in meno. Si ottiene con portion control, negoziazione fornitori e menu engineering.

3. Alzare lo scontrino medio. Non cambia il BEP in euro, ma riduce i coperti necessari. Con BEP a 36.667 €: scontrino 28 € → 50 coperti/giorno; scontrino 32 € → 44; scontrino 35 € → 40. Un calice di vino e un dolce in upselling fanno la differenza.

4. Aggiungere ricavi a basso costo fisso. Catering, aperitivi, brunch, eventi privati: usano la stessa struttura e generano margine quasi puro. Un catering da 2.000 € al mese con variabili al 45% aggiunge 1.100 € di margine.

5. Ottimizzare gli orari. Se il pranzo del martedì incassa 400 € ma costa 160 € di variabili più 500 € di fissi allocati, perdi 260 € quel giorno. Valuta di chiudere a pranzo nei giorni deboli.

Errori comuni

  • Dimenticare i costi fissi nascosti. Commercialista, manutenzione ordinaria, ammortamenti, formazione HACCP, imprevisti (2-3% del fatturato) valgono da soli 2.000-4.000 € al mese. Un break-even senza queste voci è sottostimato del 10-15%.
  • Mettere il food cost tra i fissi. Le materie prime sono variabili per definizione. Inserirle tra i fissi gonfia il denominatore e ti dà un BEP irrealistico.
  • Usare la marginalità di un singolo piatto al posto della media. Il break-even ragiona sul mix complessivo, non sul piatto più redditizio.
  • Calcolarlo una volta e dimenticarlo. I fissi cambiano e i fornitori aumentano i prezzi. Ricalcola a ogni variazione di costo fisso e verifica i variabili ogni trimestre.
  • Confondere pareggio con salute. Stare sul break-even significa zero utile: non hai margine per imprevisti né per ripagare l'investimento iniziale. L'obiettivo è stare stabilmente sopra.

Risorse correlate

  • Calcolatore break-even ristorante — punto di pareggio, coperti necessari e margine di contribuzione del tuo ristorante.
  • Calcolatore break-even bar — fatturato minimo e scontrini necessari per un bar o pub.
Risposte rapide

Domande frequenti

Qual è la formula del break-even point?

BEP = costi fissi ÷ margine di contribuzione percentuale, dove il margine è 1 meno la quota di costi variabili sul fatturato. Se i fissi sono 22.000 € e i variabili pesano il 40%, il break-even è 22.000 ÷ 0,60 = 36.667 € al mese.

Qual è la differenza tra costi fissi e variabili?

I costi fissi non cambiano con il fatturato (affitto, stipendi base, assicurazioni). I costi variabili crescono con le vendite (materie prime, commissioni POS, packaging). Solo distinguendoli correttamente il break-even è affidabile.

Quanti coperti servono per andare in pareggio?

Dividi il break-even in euro per lo scontrino medio. Con un BEP di 36.667 € e scontrino di 30 €, servono circa 1.222 coperti al mese, cioè 47 al giorno su 26 giorni di apertura.

Il break-even si calcola una volta sola?

No. Va ricalcolato ogni volta che cambia un costo fisso (nuovo dipendente, aumento affitto) e verificato ogni trimestre sui costi variabili. È un indicatore di gestione continua, non un numero da archiviare.

Come abbasso il break-even del mio locale?

Tre leve: ridurre i costi fissi, migliorare il margine di contribuzione abbassando il food cost o il pour cost, alzare lo scontrino medio con upselling. Ogni euro di costo fisso in meno abbassa il break-even di più di un euro.

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